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Precisazioni dell'ERSI Abruzzo su quanto pubblicato dalla Ruzzo Reti nell'informativa del 17 luglio u.s.

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27/09/2019

A partire dal 1 gennaio 2018 la tariffa di Ruzzo Reti al pari delle tariffe applicate dagli altri gestori dei servizi idrici che operano in Italia andava adeguata al fine di recepire i contenuti e le disposizioni delle Deliberazioni ARERA 665/2017/R/idr (TICSI), relativa al riordino a livello nazionale delle strutture di articolazione tariffaria e della Deliberazione ARERA 918/20UlR/idr, relativa all’aggiornamento biennale delle tariffe 2018-2019 in continuità con quanto già approvato nel 2016 con la Deliberazione ARERA 664/20ls/R/idr.

Per quanto riguarda il riordino della struttura di articolazione tariffaria, la Deliberazione ARERA 665/2017/R/idr (TICSI) pone una serie di vincoli inderogabili, tra i quali rileva, per importanza e portata, l'ampiezza della fascia agevolata prevista per i residenti (60 mc) e il livello della tariffa applicata non inferiore al 50 % della tariffa base.

Nel caso di Ruzzo Reti, in base ai dati dalla stessa forniti, la struttura previgente la riforma non rispettava entrambi i vincoli considerato che l'ampiezza della prima fascia era fissata a 84 mc e il livello della tariffa agevolata si attestava al 33,85 % della tariffa base.

La manovra di riordino resasi necessaria per rispettare entrambi i vincoli richiesti da ARERA ha comportato dunque aumenti per i residenti.

Inoltre, si ricorda che il livello della fascia agevolata è il riferimento utilizzato per il calcolo del Bonus Idrico Nazionale voluto da ARERA a favore delle famiglie in stato di disagio economico per cui livelli troppo bassi della tariffa agevolata potrebbero rendere inadeguata la forma di sussidio a favore delle famiglie in difficoltà.

A ciò devono aggiungersi gli incrementi legati all’applicazione delle disposizioni contenute nella Deliberazione ARERA 918/2017/R/idr.

Nel caso di Ruzzo Reti non si è trattato di un semplice aggiornamento biennale delle tariffe, sulla base dei dati dalla stessa forniti, bensì di una revisione che ha dovuto recepire gli effetti di una serie di eventi straordinari che non erano prevedibili al momento della predisposizione tariffaria del 2016.

In particolare, si ricorda il sisma dell'autunno 2016 che ha portato ad una brusca riduzione dei metri cubi fatturati per lo spopolamento del territorio nelle zone del cratere, i maggiori costi che la Società Ruzzo Reti ha dovuto sostenere nel 2016 a seguito dell’alluvione di fine anno 2015 e i maggiori costi imposti dal 2017 dall'autorità sanitaria locale per le analisi supplementari e specifiche compiute sulla falda del Gran Sasso per il potenziale rischio di contaminazione radioattiva della risorsa idrica a causa della prossimità delle attività antropiche svolte dal centro di ricerca INFN.

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